Costruire le fondamenta: il mio Setup VPS per la sperimentazione digitale
A oltre 50 anni, la mia non è una passione per il "ferro" o per il sistemismo fine a se stesso; non aspiro a diventare un amministratore di rete di professione. Quello che ha spinto a creare un VPS (Virtual Private Server) è la profonda curiosità per le applicazioni e la loro capacità di trasformare il modo in cui lavoriamo.
Oggi i tempi sono maturi: l'avvento dell'intelligenza artificiale e la disponibilità di software open source eccezionali hanno abbassato le barriere all'entrata. Anche chi, come me, utilizza l'informatica come supporto e non come occupazione principale, può oggi costruire soluzioni incredibili fino a pochi anni fa.
In questo post parlo del setup che ho dovuto approntare: la base tecnica necessaria per poter poi passare alla parte che mi diverte davvero: sperimentare tool per facilitare il lavoro degli altri, automatizzare la routine e creare una base solida per l'analisi dei dati legata alla mia professione.
Il Setup: Preparare il terreno (e il problema Starlink)
Inizialmente, l'idea era quella di far girare tutto sul mio NAS Synology che ho già in casa (anche per non pagare un abbonamento). Tuttavia, vivendo in una zona dove l'unica connessione è Starlink , mi sono scontrato con un limite tecnico invalicabile: il CGNAT.
Nonostante Starlink sia una connessione eccellente e veloce per navigare, non offre un IP pubblico statico. Questo rende quasi impossibile (o estremamente complesso) esporre i propri servizi all'esterno in modo sicuro. Dopo aver lottato con configurazioni complicate, ho capito che per fare sul serio e avere un servizio sempre raggiungibile, la soluzione più intelligente era spostare tutto "fuori", su un VPS professionale.
Per massimizzare la comodità e l'efficacia, ho scelto di gestire tutto tramite Docker. Questa tecnologia mi permette di "impacchettare" ogni applicazione, mantenendo il server pulito e permettendomi di installare o rimuovere servizi in pochi secondi senza conflitti.
Il Mio Stack Digitale
| Componente | Sito Ufficiale | Perché è qui (Obiettivo) |
|---|---|---|
| Ubuntu Server | ubuntu.com | Base solida su VPS IONOS (6 vCore, 8GB RAM). |
| UFW | help.ubuntu.com | Firewall per chiudere le porte inutilizzate. |
| Fail2Ban | fail2ban.org | Protezione contro accessi brute-force. |
| Docker | docker.com | Isolamento app e sistema pulito. |
| Portainer | portainer.io | Gestione grafica dei container. |
| Caddy | caddyserver.com | Reverse Proxy con HTTPS automatico. |
| n8n | n8n.io | Automazione e workflow professionali. |
| Baserow | baserow.io | Database no-code per i dati di lavoro. |
| Ghost | ghost.org | Motore del diario e comunicazione. |
| Duplicati | duplicati.com | Backup automatici e sicurezza. |
Come sono arrivato a questa soluzione
Sono arrivato a questa soluzione (gli informatici chiamano "stack") informandomi costantemente, leggendo forum e documentazione, ma anche grazie al supporto dell'AI, che mi ha aiutato a velocizzare la risoluzione dei problemi tecnici. Lungo la strada ho provato molte altre soluzioni, ma queste sono quelle che mi hanno convinto di più per equilibrio tra potenza, risultato immediato e semplicità d'uso.
Ovviamente là fuori esistono infinite alternative — forse anche troppe — ma questo setup è quello che oggi mi permette di essere operativo e sicuro nel minor tempo possibile.